Viaggio a Marsala, tra Saline, Mulini, Templi, Vini e il suo Museo

Nella Sicilia occidentale, sorge una realtà bellissima ricca di spunti per i viaggiatori. Si tratta della città di Marsala e del territorio immediatamente circostante. Un viaggio a Marsala regala intense emozioni e la sensazione di aver compiuto un itinerario unico. Ce ne è per tutti i gusti: storia, archeologia, enogastronomia e per amanti del “Photowalk”.

Cosa vedere a Marsala

Le attrazioni da non perdere durante il vostro viaggio a Marsala sono:

  • Il Museo di Marsala
  • Le Saline
  • I Templi di Segesta e Selinute
  • La Cantina Florio
  • Erice
  • Il mare

Ho messo il mare per ultimo perché la zona è già conosciuta agli appassionati della balneazione estiva. Basti pensare alle splendide spiagge di San Vito Lo Capo e alla possibilità di raggiungere, dal porto della vicina Trapani, le isole Egadi. Conoscerete senz’altro, almeno per sentito dire, le splendide isole di Favignana,  Marettimo e Levanzo, le 3 principali di questo arcipelago.

Quindi lasciamo il mare ai vacanzieri dell’estate e andiamo invece a scoprire, per i viaggiatori più esigenti, cosa fare a Marsala.

Il Museo di Marsala

Il Museo di Marsala ospita i resti di una spettacolare “Nave Punica”, che già da sola, vale l’intera visita. Il nome esatto del museo è Museo Archeologico Nazionale Lilibeo di Marsala – Baglio Anselmi.

Si trova sul lungomare di Marsala in un complesso che fu uno stabilimento vinicolo del XIX secolo, detto “baglio”. Il baglio è diviso in due aree divise da un cortile, al centro del quale vi è uno scavo che ha portato alla luce un’antica tomba.

Il relitto della nave punica esposta è risalente al III secolo a.C., periodo in cui si svolse la prima guerra punica tra Romani e Cartaginesi. Nel museo sono presenti molti reperti archeologici provenienti da scavi archeologici effettuati nell’area archeologica di Lilibeo.

Le Saline di Marsala

Marsala è stato ed è ancora noto per la produzione del sale ed è possibile visitare le saline. Si tratta di immense pozze d’acqua marina rettangolare che, per effetto del sole, evaporano, lasciando sul fondo il sale. Questo sale viene poi recuperato e mandato in lavorazione per la distribuzione commerciale. Per vederle bisogna spostarsi a Mozia, tra Trapani e Marsala, in quella che è stata denominata “la via del sale”.

I Mulini a Vento

Accanto alle saline si possono ammirare numerosi mulini a vento antichi, sagome che si stagliano nell’aria ed occupano lo spazio circostante con le loro pale di legno, rivestite con della tela. Questi venivano un tempo impiegati per pompare l’acqua e macinare il sale. Adesso non vengono più utilizzati ma restano dei monumenti storici di sicuro interesse ed alto impatto emozionale, specialmente durante gli orari dell’aurora e del tramonto, quando il panorama si tinge di rosa e di arancione.

L’Area Archeologica di Segesta e Selinute

Segesta e Selinute sono due delle attrazioni più significative dell’intera Sicilia. Sono le testimonianze lasciate da due città che si combattevano tra loro, una alleata con la Grecia ed una alleata con Cartagine.

Di questa rivalità oggi ne restano i resti, fatto di templi e di acropoli dalla bellezza mistica ed in parte ancora non decifrata. A Segesta troverete un percorso che conduce alla sua acropoli e, in mezzo ad un paesaggio rurale da cartolina, si erge il tempio (Il tempio di Segesta) in stile greco, con il suo maestoso colonnato formato da 36 colonne doriche.

Sempre a Segesta da non perdere il teatro semicircolare, dove in estate, si tengono bellissimi eventi culturali.

A Selinute, su due colline diverse, si trovano il santuario, una città e l’acropoli che custodisce il mistero dei 3 templi che sono chiamati con una sola lettera dell’alfabeto.

La Cantina Florio

Tornando a Marsala non si può non degustare il vino che porta il nome della città. Per la degustazione vi sono diverse cantine ma la più grande e famosa è la Cantina Florio, dove oltre ad un itinerario gastronomico-culturale, potrete assaggiare i vini prodotti dalla cantina stessa, tra cui appunto, il marsala originale.

Qui è passato anche un certo Giuseppe Garibaldi, che dopo aver goduto delle delizie della cantina, lasciò in dono la sua arma, una specie di archibugio.

Erice

Infine non si può perdere una passeggiata ad Erice, che si erge sulla cima del colle che sovrasta la zona, Monte San Giuliano.

Ad Erice potrete ammirare le imponenti Mura Ciclopiche del periodo fenicio-punico, il castello Normanno del dodicesimo secolo ed oggi chiamato Castello di Venere.

Da vedere anche il Castello e le torri del Balio di origine medievale, con l’annesso giardino. Ed infine non perdetevi una visita al Polo Museale “Antonio Cordici”, oltre alle numerose architetture religiose presenti (infatti Erice era conosciuta in passato come il paese delle 100 chiese).

Il Museo comunale “Antonio Cordici” venne istituito il 2 gennaio 1876 per collocarvi “tutti gli oggetti d’arte pertinenti alle soppresse Corporazioni come quadri, statue ed altro, raccogliendo tutte le lapidi, racimolando tutte le monete vasi e marmi, per formare così un vero Museo ericino”. Tra le opere più importanti da ammirare troviamo l’Annunciazione di Antonello Gagini del 1525 ed altri prestigiosi quadri pittorici e maiolicati.

Abbiamo sintetizzato al massimo cosa vedere a Marsala. In realtà vi sono tantissime altre attrazioni, senza dimenticare la sontuosa tradizione enogastronomica del posto. Speriamo che con questi suggerimenti possiate pianificare una bella vacanza in questa meraviglioso angolo della Sicilia.

Visita alla Casa Museo di Babbo Natale a Rovaniemi in Finlandia

Natale è la festa più sentita dell’anno, un periodo del calendario in cui grandi e piccini  percepiscono un’atmosfera speciale, complici anche le vacanze scolastiche con la conseguente possibilità di organizzare un weekend, o anche qualche giorno in più, di viaggio.

Le mete più ambite sono quelle sciistiche, ma anche i luoghi dove si tengono i mercatini storici di natale non sono da meno. Ma il top della vacanza natalizia, non può essere altro che un viaggio alla scoperta della casa-museo di Babbo Natale a Rovaniemi, in Finlandia.

In realtà a Rovaniemi è possibile incontrare Babbo Natale in ogni periodo dell’anno, recandovi in Lapponia, nel suo Villaggio, il Santa Claus Village.

Il Villaggio di Babbo Natale viene visitato da centinaia di migliaia di persone per tutto l’anno. Li troverete lo “studio” di Babbo Natale, quello dove il famosissimo “vecchietto”, legge le letterine e pianifica la costruzione dei giocattoli da consegnare in tutto il mondo la magica notte di Natale.

Sempre nel Villaggio, potrete spedire la letterina a Babbo Natale, imbucandola nel suo ufficio postale. Qui potrete anche trovare dei simpatici souvenir e spedire delle cartoline a tema, con francobolli particolari. Vi potrete sedere comodamente nella stanza del camino e scrivere le vostre cartoline da recapitare ad amici e parenti. La spedizione sarà a cura dei simpatici elfi che ci lavorano.

Indirizzo di Babbo Natale per le letterine

Volendo potete spedire anche da casa vostra la letterina di Babbo Natale all’indirizzo

Joulupukki, Joulupukin Paaposti, FI-96930 Napapiiri, Finlandia

Il Museo di Babbo Natale

Nel palazzo principale del Villaggio di Babbo Natale troverete anche un Museo, che ospita un’esposizione unica, a tema col Natale. Ben 400 metri di percorsi tematici che vi faranno conoscere Joulupukki (Babbo natale in Finlandese) e le più famose tradizioni natalizie di tutto il mondo.

Per aumentare il divertimento e l’interesse, presso il Villaggio di Babbo Natale in Finlandia, troverete anche il percorso “Santa Park”. Si tratta della ricostruzione di un mondo fatato all’interno di caverne sotterranee dove sarà facile immergersi nella calda atmosfera natalizia.

Tra le cose da vedere nel villaggio di Babbo Natale, spicca anche la “capanna di Roosevelt” chiamata anche “la capanna del circolo polare artico”. Si tratta di una esposizione sulla storia del turismo al Circolo Polare Artico.

Il Circolo Polare Artico

Il Villaggio di Babbo Natale si trova oltre il circolo polare artico. Questo confine, è la linea che delimita la parte superiore del globo terrestre e da questa latitudine, è possibile vedere il sole d’estate anche a mezzanotte, mentre in inverno la luce dura per un breve lasso di tempo della giornata.

In inverno di solito è buio: sono le cosiddette notti polari, rischiarate spesso però dalle “aurore boreali” che riflettono al loro luce sulle immense distese di ghiaccio e neve. E a proposito di neve, al Santa Claus Village di Rovaniemi, sarà divertente per i bambini giocare con le palle di neve insieme agli elfi (sempre che decidano di farsi vedere) o divertirvi a compiere delle discese con lo slittino.

In estate, a Rovaniemi il sole splende anche di notte a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra rispetto alla nostra stella. Ecco perché è possibile assistere alla famosa “notte bianca” (quella originale), ovvero una notte rischiarata dai raggi del sole.

Regali da parte di Babbo Natale

Per chi desidera riportare a casa dei ricordi della sua visita al Villaggio di Babbo Natale di Rovaniemi, sono presenti diversi negozi  di pregiatissimo artigianato locale e moltissimi negozi di articoli da regalo. Ciò che si può acquistare qui non ha eguali al mondo nel genere e si potrà fare shopping con la sicurezza di portare a casa o regalare prodotti originali che difficilmente vedrete sulle bancarelle dei tradizionali mercatini di Natale di altri paesi del mondo.

La cosa più bella è che se vorrete, potrete far spedire i vostri regali ai destinatari, direttamente dall’Ufficio Postale di Babbo Natale. Un esperienza unica che vi permetterà di stupire amici, parenti e bambini con un regalo spedito direttamente da Babbo Natale in persona.

Dove si trova la casa di Babbo Natale

La Casa di Babbo Natale, nel cuore del suo villaggio, si trova in Finlandia  ad 8 Km dalla cittadina di Rovaniemi, in direzione nord, percorrendo la strada E75.

Milano, visita alla galleria d’arte moderna

Milano è una città poliedrica, moderna, che mostra tanti volti: quello artistico e tradizionale, quello moderno e futuristico, quello di una città d’affari e di lavoro sempre in movimento e sempre di fretta. Milano è una città splendida, simbolo della moda ma anche ricca di spunti culturali ed artistici, anche se a volte passano in secondo piano. A tutto ciò si aggiunge il fatto che Milano è facilmente raggiungibile sia in aereo che in macchina.

Di cose interessanti da vedere a Milano ce ne sono molte, a partire dal fatto che in questa città visse Leonardo Da Vinci che si occupò, fra le altre cose, di progettare i suoi Navigli e di donare alla città lo splendido dipinto del Cenacolo, che si trova nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.

Ovviamente il simbolo di Milano è il Duomo con la sua Madonnina, una splendida manifestazione dell’architettura gotica unita ai tratti dell’arte lombarda. Sulla guglia maggiore del Duomo si trova la famosa Madonnina, una statua di rame dorato di ben quattro metri. Nelle giornate di sole è anche possibile salire sulle terrazze del Duomo.

I Navigli invece sono la zona artistica di Milano, che è innanzitutto una città che sorge sull’acqua. I Navigli furono un sistema di ingegneria idraulica progettata da Leonardo da Vinci che collega Milano al Lago di Como e poi al Naviglio Pavese. Oggi vi si trovano splendidi locali e pub, osterie e ristoranti graziosi dove assaggiare le specialità della famosa ‘Milano da Bere’. Senza parlare dei negozi degli artisti.

Per stare in tema d’arte, Milano è ricchissima di Musei di ogni tipo che hanno sempre all’attivo delle mostre assai interessanti.
Pensiamo alla Pinacoteca di Brera, che dal 1776 ospita delle opere per la formazione degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti. La collezioni della Pinacoteca è una delle più ricche ed invidiate del mondo, contiene capolavori di Caravaggio come la Cena di Emmaus, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, opere di Mantegna ed il celeberrimo Bacio di Hayez senza contare opere di Morandi, Picasso, Modigliani e molti altri.

A Milano c’è anche la GAM, acronimo di Galleria d’Arte Moderna, che si trova nella splendida cornice di Villa Reale (detta anche Villa Belgiojoso Bonaparte). Fra le sue stanze si possono trovare grandi opere dei pittori di fine Settecento, impressionisti, divisionisti, romantici, realisti e tanto altro, oltre che numerose mostre sempre organizzate al meglio per visitatori che provengono da ogni parte del mondo.

Visitare Ravenna per scoprire le sue bellezze ed i suoi musei

Ravenna è una splendida città emiliana, soprattutto ricca di spunti e di luoghi interessanti per chi ami l’arte e abbia già visto le principali città d’arte italiane.

Infatti Ravenna è un prezioso scrigno sconosciuto ai più, che attira studiosi ed amanti dell’arte bizantina da tutta Europa e dal mondo. Innanzitutto bisogna sapere che questa città è stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente, dei Goti e dell’Impero di Bisanzio. Oggi ospita numerose testimonianze di un passato glorioso e gremito d’arte, non a caso otto dei suoi monumenti sono inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Per gli amanti della Divina Commedia, Ravenna ospita anche le spoglie di Dante.

Tra le grandi bellezze di Ravenna, il Mausoleo di Galla Placidia, che contiene alcuni dei mosaici più antichi e belli di tutta Ravenna; la tematica principale che guida tutti i mosaici è quella della vittoria della vita sulla morte.

Splendida costruzione di Ravenna anche il Battistero degli Ariani; si tratta di un battistero che fa riferimento ad una popolare eresia cristiana, quella ariana, che riteneva che Cristo avesse natura umana e non divina pur essendo figlio di Dio.

La Basilica di San Vitale, a forma ottagonale, è un monumento simbolo dell’arte paleocristiana italiana, e contiene anch’essa splendidi mosaici. Senza dimenticare la luminosità e magnificenza della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, che ospita il più grande ciclo di mosaici del mondo.

Ravenna ospita anche la grande Basilica di Sant’Apollinare in Classe, ad 8 km dal centro città, ed il Mausoleo di Teodorico.

Gli appassionati dell’opera Dantesca troveranno le spoglie del Sommo Poeta nel Mausoleo-Tomba di Dante a Ravenna, dove morì il poeta nel corso del suo esilio.

Furono i francescani a prendere le spoglie mortali di Dante Alighieri e a conservarle per secoli, salvandole anche dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi una lampada votiva alimentata con olio d’oliva tiene viva la fiamma accanto alla Tomba di Dante.

Come se ciò non bastasse, questa città emiliana possiede anche numerosi musei che completano un’offerta artistica e culturale davvero eccellente.

Il Museo Nazionale di Ravenna si trova nel complesso di San Vitale ed ospita numerosi reperti archeologici, fra cui epigrafi, steli, manufatti dell’arte bizantina e paleocristiana fra i più importanti del mondo, oltre che ospitare un ciclo d’affreschi del Trecento.

Il Museo d’Arte della Città di Ravenna è un museo e pinacoteca comunale che ha rilanciato l’attività culturale e la gestione del patrimonio di Ravenna. Il Museo ospita sia mostre temporanee che laboratori artistici.

Un giorno a Siena per scoprire il Museo Civico della città

Siena è considerata, fra le tante belle città toscane, uno dei gioielli più splendidi in assoluto. Effettivamente ogni angolo di Siena è una meraviglia: non solo la grande Piazza del Campo, ma ogni viuzza che si avventura dentro le sue mura parla di poesia, storia, arte. Il colore ‘terra di Siena’, quel marrone bruciato che circonda ovunque l’occhio, è difficile da dimenticare.

Il gioiello di Siena è Piazza del Campo, una delle più belle del mondo: ha la forma che ricorda quella di una conchiglia, e dal 1300 è stata il cuore pulsante della vita di questa città. Qui si tiene il Palio, due volte all’anno; qui si tengono momenti importanti della vita di tutti i giorni.

Al centro della Piazza si trova il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia.
Il Museo Civico di Siena consiste in una serie di sale che custodiscono importante opere e capolavori dell’arte toscana e all’interno del quale vengono organizzate delle importanti mostre d’arte.

All’interno del Museo Civico si trova la Sala del Mappamondo, che è la più importante di tutto il Museo; all’interno, fino a tre secoli fa, si trovava il meccanismo girevole che era stato costruito da Ambrogio Lorenzetti e che rappresentava Siena e tutte le terre conquistate attorno.

Il Museo Civico contiene opere splendide come la Maestà di Simone Martini, o come l’affresco Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi.Celebre particolare del Museo Civico è la Sala dei Nove e l’Allegoria del Buono e Cattivo Governo, che è diventato famoso in tutto il mondo.
Si rappresentano gli effetti del Buon Governo sulla città e poi invece gli effetti del Cattivo Governo.

La Cappella del Museo Civico contiene un ciclo di cinque affreschi di Taddeo di Bartolo; la quadreria invece ospita collezioni di tavole e di tele sia di autori italiani che di autori stranieri.

Sempre accanto al Museo Civico, si trova la Torre del Mangia che può essere raggiunta a piedi fino alla cima, ad 88 metri d’altezza. Dalla cima si può osservare la particolarissima forma a conchiglia della piazza della città.

Il Duomo di Siena, che si trova a cinque minuti di cammino dalla Piazza, è splendido ed unico per via della sua facciata bianca e nera. Questo gioiello di architettura all’interno ospita dei gioielli importantissimi, come il pavimento riccamente decorato, la navata sinistra con la Libreria Piccolomini, la Cappella Piccolomini dove lavorò anche Michelangelo.

Viaggio a Roma per la mostra di Pablo Picasso

Roma è una delle città più belle d’Italia, la Città Eterna per definizione. Sono mille le cose da vedere in una città come Roma, tanto che ci si potrebbero passare mesi senza neppure vederla tutta.

Il modo migliore di raggiungere Roma per un weekend è sicuramente in aereo, evitando così lunghe code: dall’aeroporto di Fiumicino, che dista circa 26 km dal centro città, si arriva poi velocemente alla stazione Termini per mezzo dei servizi di navetta.

Si può scegliere di arrivare a Roma anche in pullman o in treno, magari optando per i treni che non fanno tappe intermedie per viaggiare più speditamente. Una volta arrivati nella Capitale, c’è l’imbarazzo delle cose da vedere.

Ovviamente punti forti della città sono il Colosseo, conosciuto anche come Anfiteatro Flavio, uno dei monumenti più belli e maestosi di tutta la città; il Pantheon, monumento romano che sorge proprio nel punto dove (secondo la Leggenda) Romolo venne portato in cielo da un’aquila; la splendida Fontana di Trevi, così amata dai turisti e diventata anche un set cinematografico per film splendidi che hanno fatto la storia del cinema, come La Dolce Vita di Fellini.

A Roma, fino al 21 gennaio, si terrà la mostra di Pablo Picasso “Tra cubismo e Classicismo: 1915-1925”. Si tratta di un’ottima occasione per coniugare, alla bellezza di questa splendida capitale ricca di chiese, monumenti e piazze, anche il piacere della visita alle opere di uno dei più celebri artisti del mondo intero.

La mostra di Picasso contiene oltre cento opere dell’artista e sarà un approfondimento della sua produzione pittorica, passando dalle ispirazioni neoclassiche fino alle ultime opere.

Il progetto, che si avvale anche della collaborazione di altri musei di tutto il mondo, sarà curato dal membro del comitato scientifico del Musée Picasso di Parigi, Olivier Berggruen.

Dopo la visita, si avrà sempre un po’ di tempo per andare a vedere gli splendidi Musei Vaticani di Roma, uno dei complessi museali più belli del mondo che contiene opere greche, romane, egizie, etrusche.

Se avanza del tempo, è sempre possibile visitare la splendida Basilica di San Pietro a Roma, la più grande chiesa della cristianità costruita a partire dal 1506, splendido ricettacolo di opere d’arte, spiritualità e magnificenza.

Sempre a Roma è possibile godere della sapiente tradizione culinaria romana, con piatti come l’abbacchio, la pasta cacio e pepe, e molti altri piatti tradizionali.

Visita al Palazzo Zuckermann di Padova 

Padova, splendida città veneta, è un piccolo gioiello italiano che vale la pena visitare almeno una volta. Non fosse che per la tradizione culinaria, almeno per la tradizione artistica della città che ha permesso perfino di paragonarla alla meravigliosa Venezia. 

Padova è una città soprattutto di arte e di cultura, segnata dalla presenza di capolavori di Giotto, di splendide chiese, battisteri e basiliche, di Piazze famose dove fare l’aperitivo e dalla bella università. 

Questa magnifica città ospita anche il Palazzo Zuckermann un grande edificio che sorge lungo via Garibaldi, nel cuore del centro storico della città di Padova. Palazzo Zuckermann si affaccia sulla Cappella degli Scrovegni e sull’Arena Romana, ed è stato edificato in due anni, dal 1912 al 1014, su incarico dell’industriale Zuckermann. Oggi questo complesso ospita il Museo Bottacin ed il Museo di arti applicate e decorative.

Il Museo di Arti applicate e decorative contiene oltre duemila oggetti, che provengono dal Museo dell’arte medievale e moderna. Si tratta di grandissime opere suggestive che permettono al visitatore di calarsi, man mano, nell’atmosfera di una Padova antica. 

Il Museo Bottacin invece conserva la grande collezione numismatica del commerciante Nicola Bottacin, ed oltre ad essa, anche i dipinti, mobili e sculture, le preziose cercamine e armi che arredavano la sua villa a Trieste. 

Oltre al Palazzo Zuckermann, Padova conserva tantissimi gioielli da visitare, come la Cappella degli Scrovegni. Si tratta di un piccolo edificio che contiene il ciclo d’affreschi più importante di tutto il mondo, dipinto da Giotto: rappresenta la vita dei genitori di Maria, poi la vita della Madonna ed infine le scene della vita e della passione di Cristo. Venne terminata in soli due anni da Giotto, per commissione di un usuraio, Reginaldo Scrovegni, che pensava così di riscattarsi dalle sue malefatte guadagnando la vita eterna. 

Oltre alla Cappella, a Padova potrete trovare la splendida Basilica di Sant’Antonio. Si tratta di una basilica che ospita le reliquie del Santo, estremamente amato dai padovani. Oggi la chiesa è meta di un continuo pellegrinaggio: attira sia i fedeli e devoti a Sant’Antonio, sia tanti turisti per la bellezza del suo esterno e dei dipinti che si trovano all’interno. 

Piazza delle Erbe e della Frutta è invece la piazza centrale di Padova, chiamata così perché ai tempi del mercato vi si vendeva frutta e verdura. Oggi qui si trovano molti ristoranti e bar immersi in un contesto affascinante ed antico. 

Viaggio per bambini. Un Weekend sulle tracce di Pinocchio

Se siete alla ricerca di un’idea di viaggio da fare con i vostri bambini, potreste scegliere di fare un bel weekend sulle tracce di Pinocchio, il famoso Burattino di legno, protagonista della celebre favola di Collodi scritta nel lontano 1911.

In Italia vi sono ben due luoghi dove potrete rivivere la storia di Pinocchio e Geppetto: il museo di Pinocchio a Collodi e Vernante, un paese dove potrete “vivere” la favola insieme ai vostri figli grazie alla presenza di tantissimi murales che ne ritraggono le scene e le illustrazioni prodotte sui libri.

Il Museo di Pinocchio a Collodi

Collodi si trova in Toscana, nella bellissima provincia di Pistoia, ed è una frazione di Pescia. E’ un borgo medievale la cui notorietà la si deve a Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio, che firmò la storia come Carlo Collodi. E’ qui che troverete il Museo di Pinocchio, collegato all’altrettanto famoso Parco di Pinocchio.

Il Museo di Pinocchio, rappresenta un percorso ludico-culturale di vero pregio, essendo un’attrazione legata alla cultura ed alla tradizione italiana basata sulla storica favola.

Una volta entrati, sarete catapultati nella magia della storia del burattino più amato del mondo, attraverso riproduzioni pregevoli di Pinocchio e dei personaggi della favole, eseguite da diversi artisti in varie epoche storiche del novecento.

Non mancano di certo i costumi utilizzati per girare il film “Le avventure di Pinocchio”, diretto da Luigi Comencini e che vedeva Nino Manfredi nelle vesti di Geppetto e Gina Lollobrigida nei panni della fata turchina. Chi ha avuto la fortuna di vederlo, non avrà dimenticato l’interpretazione magistrale del Gatto e la Volpe da parte di Franco e Ciccio.

Pinocchio è una favola di tutti i tempi: oltre al Pinocchio di Comencini troviamo anche il film di animazione prodotto dalla Walt Disney e quello più recente che vede Roberto Benigni vestire i panni del simpatico burattino.

Tra gli oggetti di sicuro valore da apprezzare durante la visita al Museo di Pinocchio troviamo anche antiche stampe ed illustrazioni della storia.

Il Parco di Pinocchio

Il parco di Pinocchio fa parte del percorso che si intraprende quando si entra nel museo. Qui troverete diverse ambientazioni ricreate per i visitatori. Ma vi si trovano anche antiche giostrine dell’epoca in cui fu scritto il romanzo, su cui è possibile far salire i bambini.

E ancora la fata turchina e la sua casa, il teatro dei burattini di Magiafuoco, la bocca del pescecane che inghiottì Pinocchio, il Grillo Parlante, il severo carabiniere e tanti altri.

Ultimamente sono stati creati anche percorsi ludici per bambini, come quelli dedicati ai “piccoli esploratori” chiamati “Pinocchio Adventure”, oppure la possibilità di diventare protagonisti della favola con la “Pinocchio Experience”.

Il Museo di Pinocchio, con il relativo parco si trovano a Collodi in Via Pasquinelli, 6. Per info e contatti chiamare il numero 0572 429 613.

Per chi ha già visitato il Museo di Pinocchio a Collodi invece, segnaliamo il paese di Vernante, dove il tempo si è fermato all’epoca della favola.

I Murales di Vernante e Pinocchio

Vernante si trova in Piemonte, ed è un borgo antico dove tutto parla di Pinocchio e della sua favola. In tutto il paese si susseguono “Murales” dedicati alla fiaba di Pinocchio, rendendolo così un posto davvero particolare ed intriso di un’atmosfera magica ed unica.

Vernante si trova nell’alta Val Vermegnana, in Piemonte e qui è vissuto l’artista Attilio Mussino, colui che creò le illustrazioni del libro di Pinocchio, negli ultimi anni della sua vita. Fu proprio lui a decorare la sua casa con delle riproduzioni delle sue illustrazioni disegnate per la storia di Pinocchio del Collodi, ma poi via via, i murales a Vernante si estesero ad altri muri e ad altri palazzi. Passeggiando nel borgo si possono ammirare oltre 100 coloratissime vignette con scene tratte dal libro.

I Murales di Vernante su Pinocchio, danno al paese un aspetto davvero fiabesco e l’atmosfera è così suggestiva da attirare ogni anno migliaia di turisti. Esiste anche un museo dedicato all’artista in cui è esposta la prima edizione illustrata delle avventure di Pinocchio datata 1911, un libro con pagine animate del 1942 e 33 tavole illustrate pubblicate dal “Giornalino” nel 1952.

Adesso che vi abbiamo svelato dove passare un bel weekend in compagnia di Pinocchio e degli altri personaggi della favola, non vi resta che organizzare il viaggio. E per finire vi sveliamo anche 2 curiosità attorno al burattino di Collodi.

Perché si chiamava Pinocchio? E di che legno era fatto Pinocchio?

Di che legno era fatto Pinocchio?

Il materiale con cui era fatto il burattino di legno della storia scritta da Carlo Collodi anima un dibattito da molto temp. C’è chi dice che fosse fatto di legno di ciliegio, per via del nome del primo proprietario del tronco con cui fu costruito, e cioè Mastro Ciliegia.

In realtà Collodi alla domanda, rispose specificando che il legno utilizzato da Geppetto per costruire Pinocchio era il Pin

 Ma perché Pinocchio fu chiamato così?

Partendo dal fatto che il legno utilizzato fu il pino, nella favola si narra che “…Non appena dipinti gli occhi, il burattino iniziò a sgranarli e a fissare intensamente Geppetto…” Quindi Pino + Occhi = PinOcchio.

Un week end a Roma per visitare la Mostra Monet

Nel favoloso complesso del Vittoriano, per poco più di 3 mesi, a partire dal 19 Ottobre 2017, sarà ospitata la Mostra Monet Roma. Si tratta di una mostra di pittura dedicata all’artista definito universalmente come il padre dell’impressionismo.

La mostra di Monet a Roma si preannuncia una golosa occasione per tutti gli appassionati d’arte e di pittura. Si tratta di una mostra di pittura unica al mondo che raccoglie 60 capolavori di Monet provenienti dal prestigioso Musée Marmottan Monet di Parigi, museo specificatamente dedicato a questo straordinario artista.

La mostra di Monet a Roma esporrà, tra le altre, numerose opere appartenute all’artista francese, quelle che egli stesso aveva tenuto per se. Ad impreziosire l’evento, il nome del curatore della mostra, Marianne Mathieu,  laureata alla scuola del Louvre e responsabile delle relazioni e del patrocinio presso il Musée d’Orsay.

Da 19 Ottobre 2017 all’ 11 Febbraio 2018 (salvo variazioni), presso il complesso del Vittoriano di Roma (Ala Brasini), si potranno ammirare i quadri del Monet in un percorso che parte dai primi capolavori, fino alle famose caricature della seconda metà dell’800. Paesaggi rurali ed urbani, ritratti, le tele che ritraggono i fiori del suo giardino, i salici piangenti e le pitture di ninfee e glicini, repertorio che ha caratterizzato la produzione artistica e lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Perché non si può perdere la Mostra di Monet a Roma

Nella mostra di pittura di Monet a Roma, sarà possibile ammirare la produzione di un artista visto nel suo intimo, tele ospitate unicamente nel museo Marmottan Monet di Parigi. La mostra di Roma rappresenta un’occasione unica per gli italiani amanti della pittura, per vederle qui in Italia senza dover recarsi a Parigi.

Le tele che si potranno ammirare, non erano state concepite dal Monet come opere da mostrare in pubblico ma sono state dipinte per l’intimo della propria casa, la dimora di Giverny. Infatti sono opere sconosciute ai più e, allo stesso tempo, si tratta della collezione di quadri dell’artista francese più grande del mondo.

I fortunati che durante il periodo dell’esposizione si troveranno nella capitale per un weekend di vacanza, potranno inserire nel loro programma, durante la visita al Vittoriano, l’ingresso alla mostra.

Viaggio nella vita di Monet

La mostra, per usare le stesse parole della sua curatrice, rappresenta un viaggio nella vita di Monet, nella sua idea di giardino e nelle sue amate vedute di Londra, Parigi, Vétheuil e Pourville, nonché dei suoi paesaggi ritratti nei luoghi dove aveva vissuto.

Monet giunse in Italia negli anni 80 del XIX secolo, insieme al suo collega ed amico Renoir. E proprio l’opera principe di quel viaggio, “Le chateau del Dolceacqua”, sarà presente alla mostra di Monet a Roma. Si tratta del dipinto di un ponte, ancor oggi uguale, ritratto durante il suo soggiorno in Liguria, uno dei luoghi fondamentali per l’artista dove poté scoprire luce e colori diversi da quelli parigini e da quelli della Normandia, regione francese in cui era nato.

Da sottolineare la presenza del prezioso ritratto di suo figlio Michel Monet da bambino.

La collezione privata di Monet

Altro elemento che impreziosisce la mostra di Monet di Roma è il fatto che moltissime delle tele che saranno presenti, sono state dipinte nel pieno della maturità artistica dell’artista, quando come età aveva raggiunto e superato la settantina. In quel periodo ormai era un uomo ricco e non aveva più bisogno di produrre quadri per vivere e questo dona maggior valore a tutta la collezione. Fu per questo che nessuno mai le vide fino alla sua morte.

Monet mostra a Roma: info e biglietti

DOVE: Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Via di San Pietro in Carcere

QUANDO: Dal 19/10/2017 al 11/02/2018

  • Dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30
  • Venerdì e sabato dalle 9.30 alle 22.00
  • Domenica dalle 9.30 alle 20.30

La biglietteria chiude un’ora prima

Per Informazioni e prenotazioni ingresso gruppi:  + 39 06 87 15 111

Breve Storia di Claude Monet

Claude Oscar Monet è nato il 14 novembre 1840 a Parigi. È stato un pittore francese, considerato uno dei fondatori dell’impressionismo francese e certamente il più coerente e prolifico del movimento. I suoi lavori si distinguono per la rappresentazione della sua immediata percezione dei soggetti, in particolar modo per quanto riguarda la paesaggistica e la pittura en plein air.

Trascorse la sua infanzia a Le Havre, insieme alla sua famiglia. A 15 anni si trasferisce a Parigi dove, su suggerimento del pittore Boudin, affinerà la sua tecnica artistica.

A Parigi si iscrive alla “Academìe Suisse” dove, oltre a rimanere colpito dalla pittura di Delacroix, Daubigny e Corot, incontra artisti specializzati in paesaggi, come Pissarro, Bazille, Sisley e Renoir.

Qui, in questo periodo, produrrà molte tele tra le quali spiccano “La foce della Senna a Honfleur” e “Punta di Cap de Héve con la bassa marea”. Queste opere ebbero talmente tanto successo che spinsero Monet ad iniziare il dipinto “Colazione sull’erba”.

Nell’aprile 1861 riceve la chiamata alle armi e sarà arruolato nel corpo dei cacciatori d’Africa con i quali a Giugno parte per Algeri, sin quando, grazie alla raccomandazione di una zia, viene esonerato.

Nell’autunno 1862 torna a Parigi: entra nello studio di Gleyre dove incontra Renoir,  Sisleye e Bazille. Qui matura importanti opere ed inizierà a dare la sua impronta caratteristica alla sua produzione.

Il 28 giugno 1870 sposa Camille, sua compagna fino al 5 settembre 1879, quando la ritrae sul letto di morte.

Nelle opere del decennio ’70-’80 sono espresse le concezioni impressioniste. Ad esempio “La colazione”, “Il ponte di Argantuil” e il celebre “Impression, soleil levant”, estremamente importante perché è da esso che prenderà il nome il gruppo degli impressionisti.

Nel 1874 si trasferisce in Olanda dove realizza vedute e paesaggi di Amsterdam ed il celebre dipinto “Campo di papaveri”.

Nel 1876 Paul Cezanne lo presenta al collezionista Chocquet per cui realizza diversi quadri.

Da qui prosegue la sua fulgida carriera che lo porterà ad esporre i suoi dipinti nelle mostre di tutto il mondo, acquisendo al contempo fama e ricchezza.

Con l’andare avanti degli anni gli venne diagnosticata una doppia cataratta, ma l’operazione non volle farla e così i problemi agli occhi si aggravarono di anno in anno. Si ammalò di tumore al polmone nel 1926 e morirà il 5 dicembre dello stesso anno a Giverny.